Il nome

 

I pábitelé sono bislacchi eroi notturni. Come direbbe Hrabal "spacconi dell'infinito".

Il Pábitelé č nato grazie all'impegno di un gruppo di persone che ha deciso di esporsi e di lavorare gratuitamente investendo tempo ed energie.

E' quindi prassi quotidiana, lavoro volontario di lungo respiro, scommessa sulla cittŕ e sulle persone.

Dal novembre 2000 il Pábitelé č diventato luogo di ritrovo, ha proposto iniziative, promosso collaborazioni, offerto e ricevuto disponibilitŕ.

Pábitelé č locale, concerti, teatro, installazioni, laboratori, memoria.
Pábitelé č agire politico, proposta, incontro.

Un bel posto dove sporcarsi le mani.

 

Dalla spiegazione autentica
di Bohumil Hrabal della
parola inconsueta pŕbitel

terza di copertina della terza
edizione del 1969 di pábitelé:

...anni fa ho chiesto al poeta Jirě Kolŕr "allora, che fai?" e lui mi ha risposto con l'aria di chi la sa lunga "páběm".

Cosě ho sentito per la prima volta la parola Pábitel.

Subito ho intuito che pábeně č un certo tipo di attivitŕ poetica che si discosta dalle attivitŕ poetiche esistite fino ad ora e che piuttosto va a cercare il vietato, l'incerto, l'inafferrabile, e ciň che rifugge dalle regole e il cui significato appare soltanto in un secondo momento.

Da allora ho cominciato ad usare quella parolina e sotto l'impressione della situazione ho cominciato a chiamare un certo tipo di persone pábitelé e la loro attivitŕ pábeně. Erano di regola persone, e lo sono anche oggi, le quali sono capaci di esagerazione, quello che fanno lo fanno con troppo amore, perciň camminano sull'orlo del ridicolo...

 

terza di copertina della prima
edizione del 1964 di pábitelé:

...ci sono persone che camminano nei fossati delle dorate vie di mezzo, ci sono persone che rinfrescano in continuazione le proprie teste incandescenti sotto docce di vino che costantemente tracimano. Ci sono persone la cui zazzera č accesa dalla scintilla dell'anticipo di accensione, ci sono persone che vanno sempre di fretta verso una grande occasione posta all'orizzonte.

Questi sono i pábitelé.

E i pábitelé sono persone pabitanti, e chi pabita č un pábitel e il suo modo di agire č il pabitare.

Cosě il pábitel č una persona verso la quale sale ininterrottamente un oceano gonfio di pensieri insistenti. Il suo monologo scorre costantemente, ora come un fiumiciattolo sotterraneo nella cavitŕ mentale, ora invece sgorga fuori attraverso la bocca. Č il pabitare, che come una torcia accesa passa con la staffetta del linguaggio umano da una bocca all'altra.

Il pábitel č uno strumento della lingua che si arricchisce di tutte le tenerezze e le finte che interessano la linguistica.

Il pábitel in genere non ha letto quasi niente, ma in cambio ha guardato molto e ha udito molto.

E non ha dimenticato quasi nulla...